Il grande calderone si è spento, con fuochi artificiali, e gli ultimi scalpiccii sulla "red carpet".
Noi quest'anno l'abbiamo vissuto un po', rubando spazio a flash e videocamere altrui. Non tanti i volti rubati, anche perchè quelli più importanti erano presenti nelle ore che una persona normale va a lavorare, ma va bene lo stesso... la magia del luogo era comunque presente. Ed alla fine.. anche i nostri piedi hanno calpestato quella lunga, vellutata scia rossa.
Oggi è una giornata calda, per fine ottobre, ma forse sarebbe calda anche per marzo o aprile. Esco in camicia e jeans, e forse avrei dovuto uscire in canottiera, probabilmente perchè il mio passo è veloce e frenetico, ma non solo il passo, anche la mente, che inizia a spaziare fra un discorso finito e uno interrotto a metà, creando il solito caos di certi momenti, che ho dentro al cervello. Penso che questa camicia, mi stia proprio bene, e che quella marpiona che me l'ha venduta, era proprio una scostumata a fare la scema davanti a me e a L., che era al mio fianco. No... non sto vaneggiando... quella proprio ci stava provando, e prima di tutto si era data un gran daffare a farmi capire che aveva un giro di "amiche", oltre a puntare clamorosamente sul suo "davanzale" estremamente prominente.
Ma io e L. siamo forti insieme, e quel tentativo spudorato era terminato con una solenne risata, e lo strascico di qualche commento goduto sull'accaduto. Le mie spalle squadrate fanno tanto, ma fanno pure danno, come l'altro giorno che cercando di comprarmi il cappotto, mi è venuto il nervoso, perchè non c'è cappotto da donna che riesca ad ospitarmi le spalle.
Possibile che devo prendere una 48 per loro, sembrando goffa ed in eccesso per il resto? Ma ci riproverò al prossimo che vedo, o sarò costretta a comprarmene uno da uomo, nonostante i bottoni al contrario. Mi sento eretta e fiera, e chi mi incontra guarda, e non so che pensa e francamente, poco me ne importa: vado spedita e fiera, nonostante la mia gamba sinistra viri sempre più verso l'interno, inconsapevole che ho smesso di giocare a calcio e di fare quei cross dalla fascia, che m'imponevano una postura un po' inclinata... la stessa inclinazione del mio ginocchio.
Forse per questo i calciatori hanno le gambe storte. Peccato non avere in comune pure il portafogli! E cammino, passando da un negozio all'altro, e per strada, la mia attenzione viene catturata al passaggio di un'auto, che fa uno strano rumore: poco dopo mi accorgo che si è persa un pezzo di paraurti, e nessuno se n'è accorto. Figuriamoci che pensava quella donna al volante? Forse pensieri più contorti dei miei?! E le scarpe si slacciano in continuazione, e io ci sto diventando scema: forse non sono più capace ad allacciarmele, e dovrei adottare anche per le scarpe normali, quelle palline con la molla che uso per le scarpe da correre: che siano loro la causa della mia regressione? Le mie prossime scarpe le comprerò con il velcro, intanto inizio a diventare vecchia, quindi ritorno bambina, e i bambini non sanno allacciarsi le scarpe e usano quelle con il velcro. Speriamo di arrivare indietro fino all'allattamento! Ahahah...
Sinossi: Intensa storia di frontiera, geografica e identitaria, che intrecciando abilmente leggenda, verità e poesia, rievoca uno scandalo antico, perduto, nascosto fra storie di isole mediterranee: cronaca semivera di una metamorfosi nella Sicilia arcaica di un tempo che fu.
Sullo sfondo dell’Italia ottocentesca, mentre Garibaldi sbarca in Sicilia con i suoi Mille, in una piccola isola, tra il mare pressante e la siciliana fede dei ruoli blindati, una donna vive una rivoluzione ben più grande: per sopravvivere allo scandalo della propria omosessualità accetta di fingersi uomo. A 25 anni la sua vita diventa quella di un altro: coppola, sigaro in bocca, una famiglia benedetta dal Signore, e tanto potere per occultare l’assurda trasformazione.
Angela, la figlia del curatolo, incomincia a sentir battere forte la vita dentro di sé, disposta ad accoglierla e a viverla senza cedere di un passo a convenzioni non capite...
Non voglio aggiungere altro, nel rispetto di chi non l'ha ancora visto. Lo consiglio a chi crede nei sentimenti.