pubblicato venerdì, 26 maggio 2006 ,20:11

Ormai la sveglia è fossilizzata sulle 5.05... e sono quasi 25 giorni che va così. Nulla da dire, c'è chi lo fa da sempre e non si lamenta: onore e merito! E solo così... tanto per dire. In questi giorni poi, il lavoro è triplicato, grazie alla sponsorizzazione di una nota marca, della Nazionale di calcio, quindi tutti i prodotti stanno arrivando, con l'arrivo del Mondiale. Straordinari giornalieri, ed io sono felice perchè almeno si arrotonda uno stipendio che non è mai in prospettiva alle esigenze. Certo, al pomeriggio mi faccio anche un sano pisolino, perchè altrimenti proprio non riuscirei a sopravvivere, ma rimane il fatto che dormire così non è la stessa cosa come una sana dormita di sette ore almeno. E così, accumulando giorni su giorni, i primi li sopporti abbastanza bene, ma quelli alla fine del ciclo prima del giorno di riposo... quelli davvero sono da zombie. Se normalmente il pisolino pomeridiano, ti fa alzare con un po' d'energia, questi ultimi ti danno un risveglio con annesso il giramento di palle: che umore di m...! Ma vabbè... infondo mi piace un sacco sto lavoro, e poi alla sera, sono sempre con il mio "angelo".

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pubblicato mercoledì, 24 maggio 2006 ,20:51

Da quando lavoro in questo reparto, il latte per me non ha più misteri.

E' incredibile quante varietà esistano. A parte il solito intero, parzialmente scremato e lo scremato, ora il banco è pieno di quello con livelli bassissimi di grasso, quelli di soya e quelli di capra.

Giusto stamattina pensavo a questa cosa, e in un attimo mi è giunta alla mente la voce di mia madre che raccontava della mia infanzia, di quando per me il latte era la cosa principale della mia esistenza, di quanto ne bevevo. Spesso ricorda le volte che mi preparava la bottiglietta, e questo fino all'età di quattro anni, con il mio adorato latte: amavo berlo coricata fra due sedie congiunte, e quando con l'età, avevo sviluppato un'altezza oltre la misura di queste, appoggiavo le gambe sulla spalliera. Nei ricordi di mia madre, lo stupore di fronte a tutti i bambini con il rigurgito o una cattiva digestione: io riuscivo a berlo e digerirlo anche in quella posizione!

Latte... semplicemente latte.

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pubblicato martedì, 23 maggio 2006 ,15:02

In questi giorni, viene trasmessa una pubblicità di un noto yogurt, che associa la frutta con la verdura. A parte il fatto che ogni giorno mi trovo a riporre proprio quei vasetti sugli scaffali, trovo che chi ha ideato quella pubblicità, sia stato davvero abile, sia nella locazione, sia nella scelta dei personaggi. Notevole è la bambina, che oserei l'espressione, molto "facciaculo", così come amava definire queste facce un po' "birichine", una mia cara amica dei tempi che furono calcistici, bellissima ragazza sordomuta, ma che muta poi tanto non era, visto i mal di testa che ci faceva venire, a forza di parlare, emettere suoni... insomma, tutto quel che veniva, pur di non stare zitta. Riusciva sempre, con i suoi modi un po' gergali, a definire perfettamente le espressioni di chi aveva davanti. Certo, nel suo campionario c'era anche "bella gnocca" e dintorni, perchè anche lei, come praticamente tutte in quella squadra, non era insensibile al fascino femminile. Ricordo che l'approccio iniziale non fu facile, anche perchè prima di allora non mi era mai capitato di rapportarmi con una persona con problemi di udito di quel genere, ma fu necessario, perchè lei giocava a fianco a me in difesa, e in qualche modo dovevamo capirci. Che ridere quando trovavi l'arbitro che l'accusava di aver detto qualcosa di poco rispettoso: subito tutte accorrevamo discolpandola, dicendo che non poteva essere in quanto muta. Ma alla luce dei fatti, ora non sono proprio convinta non avesse mai detto niente! Quando tornavamo dalle trasferte, spesso eravamo sedute vicino, e così avevo imparato a capire e a farmi capire, ma soprattutto, a non avere quella sorte di imbarazzo verso quest'handicap. Ora ricordo ancora di lei, la volta che appoggiò le mani al finestrino della mia auto, e sentendo le vibrazioni emesse dall'autoradio, che iniziò a ballare in mezzo alla strada, lasciando tutte a bocca aperta. E ancora, la volta che ci portarono a Mentone, per un torneo internazionale. Ci misero in uno stanzone-camerata, a dormire. Al mattino successivo, lei ci svegliò tutte nell'intento di pulirsi le scarpe, sbattendole per terra per staccare il fango. Fece un tale casino! E quando sopraggiummo da lei, ci guardò dal basso verso l'alto, con faccia da "piccola innocente", alzando le spalle e facendo cenno col dito portato all'orecchio, che non aveva sentito... che potevi dirle? In quel caso era lei ad avere la suddetta "facciaculo"... Gran donna. Di lei ho perso le tracce, così come della gran parte di "ragazze" di quel periodo, ma infondo, è bastato uno yogurt per riaverne l'emozione.

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