pubblicato lunedì, 30 giugno 2008 ,13:49

L'Europeo ha chiuso i battenti. La Spagna ci ha battuto anche sul tappeto erboso, oltre che su tutti gli altri fronti. La Spagna ha vinto l'Europeo, e con questo ha dato un sapore meno salato alla nostra sconfitta. Come una squadra di "nani" può battere in altezza la forza tedesca, devo ancora impararlo, ma infondo, Aragones, non è certo uno sprovveduto,

e dalla sua, oltre all'esperienza, ha giocato a favore quel baricentro basso di certi giocatori, che con la palla discutono dandogli del tu e non del lei. Polmoni d'acciaio e motori infaticabili, oltre ad un portiere che ha letteralmente messo giù la serranda con tanto di scritta "chiuso per turno". Gloria ad una grande squadra, nella tecnica, nella tattica, alla faccia di chi seleziona per il fisico... ma già anni fa ci fu qualcuno a piangere sugli errori, e morsicandosi le dita, a rigirare la foto di tal Bruno Conti

il più Brasiliano fra gli Italiani, ma anche fra gli stessi Brasiliani, con le sue serpentine in continua accelerazione, esaltanti e taglienti. Invece noi continuiamo a rigirare la figurina di quel Toni, e a dir la verità, più la vedo e più penso allo scaldabagno da 50 litri che ha nel bagno mio padre. Lode alla sua bellezza ed al fisico, lode anche per ciò che ha fatto e che purtroppo non ha saputo replicare con la mitica maglia azzurra, ma noi avremmo avuto bisogno di quel pizzico in più, quella frazione di secondo giusta per arrivare all'appuntamento, quella leggera inarcatura del busto per direzionare più in la palla di testa, ed invece, ci dobbiamo accontentare di un bronzo di Riace inutile. Se solo fosse stato piccolo come le statue... forse...

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pubblicato domenica, 29 giugno 2008 ,18:55

Le vacanze sono sempre brevi, e lo sono ancora di più sapendo che ti aspetteranno giorni pesanti, dove la sveglia suonerà implacabilmente alle cinque e dieci, e almeno il primo giorno, sarà interminabile. Io non sono una che starebbe in giro sempre, tutt'altro, amo partire ma amo anche tornare, perchè tornare vuol dire sempre rituffarsi negli agi che ogniuno si costruisce poco a poco. Certo, tornare da un'isola, così raccolta, così intima, è un po' nostalgico: i colori suggestivi del tramonto, il sole accompagnato da una piacevole brezza, il cibo quasi esclusivamente di pesce, che entrambe amiamo, hanno toccato il cuore.

Per un attimo avrei desiderato saper nuotare meglio del mio galleggiare, potermi tuffare fra gli scogli a picco, nel mare cristallino di certe insenature, solcare il mare con forti bracciate; ma invece no, il mio approccio con l'acqua è sempre stato poco avventuroso, ed io ed il mare non faremo mai storia: io rispetto lui e lui rispetta me. Chiedo il permesso nell'immergermi, per alleviare il calore di chi si espone al sole, starnazzo come un'oca (giuliva?) in uno pseudo bagnasciuga, e poco più il là m'inoltro, ma poi ritorno subito, perchè so che il filo sottile che mi tiene su, potrebbe scomparire in un attimo, e sarei persa. Fra i colori delle case e le scale, ci inerpichiamo, raggiungendo il paese e ritornando in spiaggia: avanti ed indietro, la strada è sempre la stessa, in un luogo piccolo. Tanto piccolo che anche il dolore ti trova subito, quello del mio ginocchio, che spesso è anche accompagnato a quello dell'inguine: nemmeno in vacanza mi da tregua. Ma io, testarda, cammino per le strade, salgo le salite, scendo per le scale, e cerco di non ascoltare. E poi ti accorgi che tutto intorno ti fa star bene, fa stare bene il cuore, a tal punto che hai pure le visioni di piante spinose che si modificano e prendano un'aspetto innaturale ma molto esplicativo.

Come puoi resistere a tale messaggio... dovresti essere di pietra. E mentre sei li che ti assopisci sul lettino, cosparsa di crema non più di quella che potrei odiare, un vociare ti riporta all'attenzione: il polpo... il polpo! Li per li non capisci, e fai attenzione a ciò che accade. Un bimbo arriva con una mezza bottiglia di plastica, dal contenuto prezioso, ma anche sfuggevole: ha catturato un polpo! Uno sciame lo circonda, curiosi e un po' perplessi. Alcuni gridano di ributtarlo in mare, pensandolo fuori del suo abitat naturale, spaventato a morte. L'ardimentoso pescatore in fuga da questi speudo mini naturalisti, fa valere le sue ragioni con un <Ahò... questo me lo magno stasera...> Ed io rido alla scenetta, e non dormo più, ma che importa, al sonno ci penserò domani.

postato da elleeci · commenti (1)
tags: gli scritti di cri
pubblicato domenica, 22 giugno 2008 ,17:11

Arrivederci a presto.

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Utente: elleeci

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