Negrita
Che Rumore Fa La Felicità
Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene,
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Che rumore fa la felicità
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Che rumore fa la felicità.
Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.
Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente
la coscienza della gente.
Che rumore fa la felicità.
Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei? ma…
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma è fuoco nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.
Chissà che direbbe P., vedendomi ora giocare a tennis, lei che me lo insegnò di sana pianta, senza troppa pazienza, perchè non ne ha mai avuta davvero... Ripenso spesso a lei, al lungo periodo in cui la nostra relazione era solida, al suo carattere irascibile, ma che con me, trovava pace. Ripenso alla curiosità che aveva della vita, a tal punto che si buttava capofitto anche nelle cose più stupide, pur di provarle... quante volte mi ha coivolto, quante volte sono riuscita a divincolarmi... Io che sono per la regola "poco ma ben fatto", avevo il mio daffare a starle dietro. Lei era per iniziare mille cose, e finirne una a malapena... io l'esatto contrario! Che tempi! Ma con il senno del poi, allora ho costruito molto me stessa, quello che ora si vede di me, ed indubbiamente buona parte del merito spetta a lei.
E così ora il tennis lo rigioco, pensando che se ora sono così, allora ero davvero forte, ma non me ne sono mai resa conto... forse perchè a lei bruciava davvero troppo quando riuscivo a strapparle la partita, con la caparbietà dell'ariete capoccione che non molla nemmeno se muore, più che con il colpo ad effetto, e forse per questo non me lo ha mai detto.
Poco a poco, riacquisisco il tocco, e questo grazie a Lu che si è messa nelle mie mani per imparare... avete capito bene... io che insegno a giocare a qualcuno! E' pazzesco che dalla mia bocca escano le stesse parole che ascoltavo fino alla nausea, dette da P., ancora lei che segna il mio passo oggi... è ironico, una ex che mi ha dato basi per alimentare un nuovo rapporto.
Una partita dopo l'altra, facce diverse aldilà della rete. Calcare la terra rossa di Roma. Su da me la terra rossa la trovavi solo al circolo a Novi, ma li era elite, e ci giocava solo lei: troppo costoso e troppo difficile accedervi. Meglio l'erba sintetica sotto casa: allora le ginocchia reggevano, ed io scivolavo da Dio sulla sabbietta. Ora ho provato a giocarci una volta qua, e ne sono uscita distrutta: mai più! Ho detto...
Terra rossa come al Foro Italico, dove vidi per la prima volta davvero da vicino Martina la "divina": e chi se la scorda! Quanto ho invidiato il suo braccio, forse anche più delle sue gambe... per me è sempre stata il monumento all'atleta, e forse lo sarà per tutta la mia vita, nonostante le nuove generazioni che nemmeno considero. Anche in quell'occasione P. c'aveva messo lo zampino, trascinandomi a Roma.
E poi ci sono giornate come ieri, dove i miei colleghi decidono di fare un doppio misto, e mi invitano a fare il 5° come riserva... Arrivo quando loro sono già in campo per il riscaldamento, e recepisco nell'aria che già solo la mia presenza li colpisce: io amo la mia giacca bianca e rossa Adidas, perchè mi dona quel nonsoche di professionale, oltre a quello che ho di mio. Ammetto, ci gioco un po' su queste cose, ma è la rivincita di chi lavora a testa bassa e dice sempre si. Quando è il mio turno, entro in campo, e li si vede che non è solo la giacca che gioca, ma c'è una consistenza. Il mio servizio non si discute proprio... con c'è mai stato da discutere a riguardo, e quando entra può far male. Un "aces" a testa , non si toglie a nessuno! Poi diventa casino totale, ed io mi scoccio, così mi applico al minimo e non mi diverto più. Finisce il gioco e si torna a casa. All'indomani raccogli le parole della collega, quella che gioca un po' meglio che propone un'altro match, ma più serio: condivido in pieno sulla serietà, al punto di proporre un singolo... <E che son matta?! Mica corro quanto te!> Così raccolgo il giusto tributo, mi soffio sulle dita strofinandole, ed esalto il mio ego. Nonostante i 44... nonostante le ginocchia di cristallo... nonostante i mille altri problemi... riesco ancora a sembrare un'atleta. Ah! Dimenticavo... Grazie P.
Stamattina... avete visto come mi sentivo...
ora cerco di postare un filmato di you tube... e non c'è modo che la cosa funzioni...
Io lo sapevo...
Poi al lavoro, giusto perchè ho indossato la maglietta pulita, lavata e stirata di fresco, e cosa mi succede? Vado a prepararmi il bancale con tutti gli yogurt, appena scaricati... e un piccione mi caga sulla schiena! Ma quale fortuna! E' solo puro schifo! E poi non dite che le cose non me le sento dal primo mattino...