
Si ritorna a casa, dopo questi 5 giorni natalizi, fra le mura di casa di mamma e papà.
Il freddo tagliente del momento, ti chiude in casa, e quelle poche volte che fai capolino aldilà dell'uscio, la sciarpa ti copre il viso, ed il cappello ti conserva le idee, che altrimenti gelerebbero. La neve era ormai sciolta, e nonostante altra ne fosse prevista, se ne è stata lassù. Niente palle di neve, niente "santini"... ma meglio così, altrimenti il viaggio del ritorno sarebbe stato ancor più insidioso. Come al solito, Trenitalia ha fatto da padrona, all'andata con i lezzi della poca igiene, e con il maledetto vizio di non rispettare gli orari, e al ritorno, con altri ritardi, poco rispetto per le coincidenze che ti portano a fare i salti mortali per riuscire a raggiungere treni prenotati in largo anticipo, ed aria condizionata che dà aria fredda... come se ce ne fosse bisogno ora!
Un bel cartello pubblicitario ti consiglia di utilizzare il treno, e ti mostra una bella foto di un nuovissimo vagone: sposti la testa più in la e vedi che la realtà è tutt'altra cosa. Sempre più "carro bestiame", sempre più cosa da stomaci forti, e gambe in spalla (per saltare sui treni al volo!).
Ma rimane il viaggio, il Natale con i miei genitori dopo ben cinque anni di assenza, in questa festività. Mamma e papà ogni sei mesi (quando riesco a vederli), lasciano qualcosa al passato, ed io lo noto, perchè sei mesi sono tanti invecchiando. Lei è sempre la stessa, e sotto sotto, se vai a scavare poco oltre la superficie, è anche peggio: autoritaria, dittatoriale come sempre. Lui poco alla volta, si fa sempre più inghiottire dal suo mondo, fatto di ricordi ripetuti ogni giorno, dai suoi silenzi, tipici di chi ascolta ma fa finta di niente, dalle sue galline e il suo orto, e dall'immenso senso di rispetto per la vita, soprattutto quella altrui. Ogni volta che vado via, sto male dentro, e forse solo Lu lo sa. Pare brutto avere preferenze fra i tuoi genitori, ma quando parlo di mia madre, mi si gela il cuore, quando parlo di mio padre, le lacrime scivolano via come fiumi, e non riesco a fermarle. Entrambi mi hanno insegnato qualcosa, ma le parole che più rimbalzano nella mia testa sono sempre quelle di mio padre: mai una voce alta, mai una perdita di ragione. Sono sempre stata trattata da persona adulta da lui, anche quando ero una bambina: ogni cosa aveva una ragione e una spiegazione, ed io capivo e i miei capricci finivano. Anche quando me ne sono andata, lei si è comportata come al solito... lui si è raccomandato di cercarlo se avessi avuto bisogno. Due linee... due mondi diversi... il bianco e il nero. Ora che sono qua, tornata lontana, nella mia nuova casa, nella mia nuova vita, l'unica cosa che ruberei alla vecchia, e solo un po' di lui.
Tanti Auguri di Buon Natale a tutti!!!
Amore... ti vengo a prendere alla metro...
LA VOGLIO!!!