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Scritto da ::: elleeci :::
marzo 31, 2009 10:25

Anche se c'è chi canta di primavere in anticipo, le uniche "primavere" concrete restano gli anni...

Alzo lo sguardo al cielo, e cerco di capire cosa mi riserverà: le nuvole corrono, un po' si raddensano, e più in la si diradano; nulla di certo, se portare l'ombrello per poi trovarselo come accessorio inutilizzato ed ingombrante, o prezioso alleato. Tutto è provvisorio, la vita stessa è provvisoria. Cogli l'attimo e rischia, puoi essere fortunato o tornare a casa fradicio come un pulcino. Ormai marzo pazzerello, sta passando il testimone al "mio" aprile, che di solito volta definitivamente le spalle all'inverno e da il via ad un tripudio di colori: la campagna si anima ed io con essa, mi carico di energia.

Anche i prati davanti a casa, diventano bianchi di margherite, e corrervi accanto è uno spettacolo. L'odore di erba tagliata, un po' mi butta il ricordo alla campagna che ho vissuto, ma poco più in là ci sono le macchine che ti riportano dentro, nel pieno di una città che comunque è molto verde in alcune zone, ma sempre città.

Voglio la primavera, voglio il sole, voglio togliermi da addosso quel grigiore e quei vestiti troppo caldi: voglio sudare di raggi caldi, di cielo azzurro. Non sembra nemmeno vero che io parli così, che ho vissuto lunghi inverni di cielo plumbeo, e brevi, timidi soli per poi godere di piccole estati ventilate. Guardare il cielo e chiedersi se là sotto possa esserci il sole: arrivare a Roma e vedere il cielo quasi ogni giorno d'inverno... mi pareva di esser in un'altro mondo! Infatti mi ci sono abituata, e quest'anno che non è andata proprio così... che sofferenza. Ma ormai è l'ultimo giorno di marzo, e a meno che non si voglia fare il solito scherzo del primo d'aprile, penso che nessuno potrà portarci via la primavera.

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Scritto da ::: elleeci :::
marzo 25, 2009 13:10

L'aria di casa è pervasa dall'odore che produce il contenuto del forno acceso: è un'odore fragrante di farina cotta, di lievito che ha ampliato il piacere del gusto, rendendolo molto più vasto, è odore di pane fatto in casa. Ma non solo... se si analizza bene, c'è pure del dolce, non quello stucchevole, ma all'opposto, quello appena accennato, come a noi piace tanto; sono sei piccoli muffin, dentro le loro rispettive formine, che sono cresciuti ed hanno esploso il loro contenuto fatto di uva passa e tocchetti di mele: non serve di più per la nostra buona colazione di domani. Certo... non po' d'impegno ci vuole, ma vuoi mettere la facilità di comprarti le cose al negozio, e la conquista nel vedere crescere quello che esprimi con le tue mani, sotto di esse?

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Scritto da ::: elleeci :::
marzo 23, 2009 10:08

 

 

 

 

 

 

 

 

Una settimana corre in fretta, tanto più quando hai mille cose da vedere e da fare: i programmi sono fitti, per vedere il più possibile, per cercare di ottimizzare al meglio. Ma i contrattempi arrivano con un tempismo da centometrista, e tutto diventa come una 110 ostacoli. Ma al riassunto, si può tranquillamente dire che infondo tutto è andato bene, che la compagnia è stata ottima e che abbiamo visto e mangiato parecchie cose. Logicamente non si possono pubblicare le più di 600 foto (fra le nostre, e quelle fatte dalle altre componenti), e qui potete godere solo quelle di una difficile scelta. Il ritorno è sempre dal doppio sapore, per me: un po' di nostalgia per i nuovi luoghi, ma anche nostalgia di casa. Quindi ci si rituffa nel lavoro, e la lavatrice gira come una pazza, in attesa del bel momento caldo dello stiro. Ecco dov'ero la settimana dopo...

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