
Capita sempre più frequente di leggere notizie che parlano di coppie lesbiche che allieteranno la loro unione, con un figlio. Ci penso spesso, anche perchè nella mia compagna è ancora più forte questo desiderio. Noi siamo entrambe 45enni, e l'età sta sempre più diventando un limite, oltre a quello che, per ottenere il risultato, ci vogliano parecchi soldi. Non dico nulla, anzi... in certi momenti benedico il fatto di non avere mai avuto un figlio, visto cosa mi gira intorno, ma so che è un po' come quello che cadendo da cavallo, affermava che intanto voleva scendere. Penso ai pomeriggi come questo, che potrebbe essere sulle mie gambe a smanacciare sulla tastiera ed io ad imprecare di stare fermo; penso a quando, uscendo, dovrei aprire l'armadio per mettergli il "vestito buono"... insomma, ho tante immagini che sono pura immaginazione, ma che mi fanno riflettere. Quale luce dei miei occhi, se poi facesse uno sport! Cercherei in me quello che mio padre è stato e continua ad essere, per tramandarlo, perchè so quanto è stato importante, ...e dolce, ...e guida. E basterebbe uno sguardo per capire che è ora di finire, ed un sorriso per interrompere la sua corsa fra le mie braccia. Peccato tutto questo rimarrà inespresso.
Classica scena in posta: arrivo per un'operazione, digito per il biglietto e tac... esce fuori un numero che è ben lontano di 50 numeri dalla meta. Ma non disperiamo, la fretta non è della nostra giornata, ed una sedia è libera. Da brava "veggente", l'i-pod mi accompagna, giusto per alleggerire l'attesa. Il mio piede batte lievemente sul pavimento quando l'urlo della mia preferita pervade l'orecchio: mio amore tesoro... se non ci fossi tu a cantarmele... ora starei qui ad annoiarmi, ma tanto ci rivedremo quest'estate! Intanto i numeri scorrono lentamente, e come al solito c'è chi si lamenta della pausa dell'operatore, giusto per il gusto di lamentarsi, perchè in realtà non sa come funziona. Io alzo il volume, non ho nemmeno voglia di sentirla, nelle astrusità che dice, ma comunque vedo che la gente intorno non colglie l'attacco, ma anzi, cercano di calmarla. Arriva nel frattempo, un uomo dall'aspetto giovanile, piacente, con due occhi azzurri da fare invidia, con accanto una bimba di almeno 6/7 anni, che non si stenta ad intuire sia sua figlia, dagli stessi occhi; lei è vivace e vedi che stravede per suo padre, a tal punto che veste uguale: jeans, maglietta con il cappuccio che esce fuori dallo smanicato. Tutto uguale uguale, se non fosse per il fatto che lui ha un paio di nike bianche ai piedi, e lei uno di quel tipo per bambine, rosa con pagliuzze argento. Per un attimo ho come rivisto l'attaccamento mio a mio padre. Quando uscivo con lui era proprio uguale... stessa gioia e stesso sguardo, e tutto questo mi rallegra questa mattinata piovosa, noiosa e un po' rompipalle. Una bell'ora è passata, ma fra una cosa e l'altra, ecco arrivare il mio turno, e come un lampo mi sbrigo. Ora a casa, e fortunatamente ho l'ombrello, così non mi bagno. Ma il mio pensiero viene cancellato l'istante dopo, al primo incrocio dove arrivo, rallento per attraversare la strada, sopraggiunge una macchina a tutta velocità che prende in pieno la pozzanghera, ed io come Fantozzi, mi trovo solo il culo asciutto, solo perchè stava dietro. Forse da quel momento il mio pensiero non è stato più nobile, e qualche cosa terribile può essere uscita dalla mia bocca, oltre al gesto che potete ben immaginare. Non rimane altro che pensare in modo consolatorio, che infondo dovevo andare a casa, e che non è poi così lontano. Cammino a lunghe falcate, e le bolle escono dalle mie scarpe fradicie: un po' di freddo pervade il mio corpo, ma è la vita, succede...
Stò in fase creativa...