Un piatto di pasta burro e parmigiano, che schizza sulla tastiera, e che immancabilmente carambola sui miei pantaloni. Viavà...la parola chiave di certi momenti. Ma non ci sono tante parole al campionario di questi ultimi giorni, ultimi mesi. Latito, lo so, ma la vita scorre sempre, inevitabilmente, nella quotidianità più comune; niente d'importante, niente di fatto, niente sussulti, niente voci oltre, niente. Ma nel niente vive una vita comune, tranquilla, fatta di spazi comuni, di compiti e di rispetto. Certi potrebbero urlare a gran voce... NOIA!!!
Ma che noia e noia... non si può dire che ci s'annoia in questa casa... la nostra mente continua a produrre argomenti che ci tengono lontani dalla noia, e la nostra volontà di richiedere giornate di 36 ore, ormai non si dimostra più attuale, perchè nel frattempo ci siamo impegnate anche le altre 12 oltre... noi non sappiamo che vuol dire noia... a volte anche riposo. Spesso penso che dovrei inchiodarmi il cervello per farmelo stare fermo, e se anche riuscissi a fermarlo, ci sarebbe sempre il suo da acchiappare, ed è tutto un gran daffare. Poggio il libro sulla testiera del letto... dissi mesi fa, e continua ad essere li, intonso, perchè arrivo a fine giornata che gli occhi si chiudono ancor prima del segnale prestabilito, e tante volte la buona volontà mi fa portare gli occhiali accanto al libro, ma risulta solo che facciano buona compagnia per una notte a quelle pagine che non finiscono mai di esser lette. E così gravito in questo limbo di continuità, che molti poco attenti potrebbero chiamare monotonia, ma che in realtà, è tutt'altro, e forse pure invidiabile: una casa, un lavoro, un amore vero, un numero illimitato di obbiettivi e tanta voglia di andare avanti.
Della serie: per noi tranquillo è morto... da tempo.
Da tempo si stà lavorando per la casa in toscana, per il recupero e la ristrutturazione. Il tempo della messa in uso è davvero vicino, quindi si stringono i tempi e si devono attuare le ultime (eufemistico dire ci sia un ultimo al tutto!!!) correzioni, affinchè tutto sia funzionale.
Come spesso accade, pensi che quelle due tre cose che hai nel solaio, possono venire ancora utili per la seconda casa, così fai una sorta d'inventario del riutilizzo, fra la tua dispensa e quella di tutti i tuoi amici e conoscenti.
Poi, scopri al brico più vicino che c'è lo sconto sulle porte da interni, e le compri, perchè nella ristrutturazione, hai cambiato tramezzi e creato stanze, quindi è l'occasione giusta. Trovi il lampadario, la plafoniera carina, e tutte quelle cosette d'arredamento che ci vogliono anche nell'essenziale. E che serve quella rete con materasso? Via!!! La ci sono tante stanze, e se ci andiamo tutti, i posti non bastano mai!
Gira che ti rigira, aggiungi che t'aggiungi, ci vuole un furgone. E così, nell'ambito del risparmio all'osso, si cerca di non affittarlo, ma spulci fra tutti, chi può avere tale tesoro. Al lavoro della gentil consorte, spunta un bello Scudo, nuovo fiammante, proprio adatto alla situazione. 
Solo chi ha giudato per una volta dopo anni di macchina, un coso largo, con la guida alta e senza specchietto interno, sa cosa vuol dire. Entrare nel garage condominiale per caricarlo, non è stato difficile... uscire si! Ripassare da quella strozzatura dell'ingresso, ha implicato il cambio di almeno un paio di mutande, ed una serie di imprecazioni poco carine. Infondo... mi ero già fatta tutto il centro di Roma, nel traffico delle 18, rischiando ad ogni curva un po' più pronunciata, di farmi su tutto ciò che c'era negli spigoli! A ben vedere, l'autostrada era davvero il posto più tranquillo e largo che potessi frequentare.
Stremata dallo stress, arriviamo alla meta con qualche decina di minuti in più della media normale, ma accettabile.
Il letto, è il solo posto per me ragionabile.
Al mattino la sveglia non è crudele, con annessa colazione al bar, ma di li in poi, tutto va frenetico. Si scarica il materiale, e inizio a dedicarmi alle porte. Non le ho mai montate, ma so che ci riuscirò: è legno, quindi è nel mio DNA. Inizia la fase di concentrazione, per cercare di pianificare il tutto e capirci. Anche lei è li e fa di tutto per aiutarmi, anche se quando sono in certe situazioni, sono la prima a non voler essere aiutata, perchè è come se mi si distogliesse dalla concentrazione. Sposta, compensa, fissa, riprova, misura, in bolla, risposti, la matita!!! Perdo tutto... i muri sono irregolari, ed ora che faccio... di qua manca un pezzo! Arriva l'una e ormai sono ai profili di rifinitura... altre due paia di mutande per tagliare al giusto grado la congiunzione dei tre pezzi delle mostre. Ma perchè tutta sta ansia? ... eh certo... ci fosse un pezzo in più potresti permetterti di sbagliarti, quelli ti danno il kit preciso preciso, e se sbagli... cacchi tuoi!
Ma alla posa del terzo pezzo, scatta l'ovazione! Pereperepereperepè! Perfetto!!! Ma chi sono io???
La pappa... meritatissima. Un caffè, e si riparte per la seconda porta, che anche se hai avuto la prima di esperienza, non puoi illuderti che la metterai in quattro e quattr'otto, certo, perchè c'è sempre qualcosa differente che devi considerare. Infatti, il pezzo sopra dello stipite tende a staccarsi, all'apertura della porta. E allora, compensi, rinforzi e riprovi, e a forza di riprovare sei già stufa. Poi passi alla cornice, e sai che hai fatto un capolavoro prima, e lo rifarai...
Mica vero! Nata gamba storta, anche questa non sarà da meno, e ti rimane una fessurina antiestetica, che ti fa girare le balle a trecento all'ora. Ma tu hai pensato a tutto, e nel tuo kit del perfetto hobbysta, c'è quella stecca di cera colorata, proprio del colore giusto, e così stucchi attentamente, e ne esci anche li a testa alta.
Ma la giornata non è ancora al termine, e lo specchio del bagno ha bisogno di un bel gancio possente, così ti armi di trapano con punta del 12, un bicchiere d'acqua, e vai. Lo sai che le piastrelle buone sono dure a morire, e per evitare di stemperare la punta, ogni tanto la raffreddi nell'acqua. Dopo 10 minuti, anche l'ultimo velo di piastrella cede, e tu l'hai vinta. Una bella lampada in stile sopra, altri due buchi, l'allaccio alla corrente... e luce sia! Altra vittoria. Manca più la plafoniera centrale. La odio, con quei morsetti a norma, che non tengono un cavolo, dove non sai dove mettere l'eccedenza di filo che non vuoi assolutamente tagliare, ma con altra pazienza, tutto va a buon fine, ed anche quella si accende. Basta! Sono alla fine anche se di finire davvero non se ne parla. Doccia e cena fuori. Al ristorante subentra lo stato catatonico, quello che t'impedisce quasi di capire cosa stai infilando in bocca, quello che ti riporta alla mente un film di Fantozzi, dove il protagonista piomba con la faccia nel piatto. Infatti, di li a poco, esiste solo il letto. Il sonno è profondo. Si ci risveglia caricate di nuova energia, e la coscenza che si ritorna a casa. Ormai il furgone è un giocattolino, e c'è più pardonanza, infatti la velocità aumenta e la media viene rispettata. Arrivo e taaaccc... parcheggio in scioltezza. Fine avventura, devo magiare ed andare al lavoro... W il lavoro, ora mi riposo!