<Me ne vado, ma mi hanno fatto i complimenti per la squadra che ho costruito... non preoccupatevi!>
Dopo queste parole, che alla fine risuonano come "la soddisfazione data alla pirla..." ecco l'arrivo di un 38 ore e la consueguente demolizione della squadra, visto che uno di noi è con scadenza di contratto, e non verrà confermato, e l'altra seguirà gioco forza il capo reparto uscente, dopo un ballottaggio fra me e l'altra collega che metteva sul piatto della bilancia un reparto dove l'inizio dei lavori è dalle 5! Io ho avuto "l'onore" di essere interpellata prima, ma proprio non me la sono sentita di alzarmi ogni mattina alle 4..., così anche la mia collega più giovane. Alla fine, sotto stretto gioco psicologico, ha ceduto l'altra, quella a cui mi sento più legata.
Per me è tutto assurdo, visto che sono cresciuta nella mentalità che "squadra vincente non cambia"! Abbiamo vinto la gara di fatturato fra reparti... ci bastava uno sguardo per capirci, e soprattutto, andavamo molto d'accordo. Il nostro motto era un "uno per tutti, tutti per uno"... ed ora siamo qui, a guardarci in faccia, soprattutto io e la mia collega superstite, come due mici spersi, nelle mani degli umani. Io ho iniziato a valutare che nel lavoro che faccio, devo essere adattabile, e questo significa che non devo affezionarmi a nessuno, perchè tutti sono pedine in movimento, da cui devi cogliere il più possibile... ma a mio vedere, qui si stà rasentando l'assurdo e la pura imbecillità!

Peccato! Speriamo ci siano giorni migliori! Nel frattempo ritorno con il mio cervello, in luoghi e situazioni dove mi è consentito usarlo e dare libero sfogo. Boh!

















