Era il lontano '79, quando iniziai a giocare a calcio. Prima coltivavo la mia passione, andando a vedere le partite del Genoa, con il mio papà; per almeno due anni, abbiamo fatto insieme l'abbonamento, ed io, seppur a fatica, perchè la mia testa sbucava fra la folla, appena appena, aspettavo la domenica per vedere correre su quel prato, quegli uomini in mutande. Allora i poster nella mia cameretta erano quelli di Pruzzo, che ammiravo e un po' cercavo di emulare, per via di quel colpo di testa che non perdonava. Qualche volta ci sono riuscita, nelle rare volte che il mister mi permetteva di staccarmi dalla difesa, per andare a colpire sui calci d'angolo, ed una volta addirittura, il mio gol di testa è valso un salto di categoria! Che soddisfazione... non lo dimenticherò mai! Ma da quel '79 in poi, il mio rapporto con il calcio maschile, iniziò a prendere un'altra forma, un po' perchè alla domenica le partite le giocavo anch'io, e quindi non potevo più seguire la mia squadra del cuore in modo diretto, un po' perchè quando ti immetti in una realtà che è sempre in difficoltà, principalmente per mancanza di soldi, ti viene rabbia vedere il "vicino" che ne spreca. Così, a poco a poco, ho perso gli stimoli e l'interesse verso il calcio maschile. In questi ultimi anni poi, mettendomi dall'altra parte della barricata, vedo solo l'aspetto tecnico e atletico del gioco, e questo ha contribuito ancor di più ad avere schifo di certi ambienti, visto anche i recenti scandali.
Tutto questo per rialacciarmi al discorso di chi mi chiede del "metodo Ranieri". Mi sono documentata, e spero di aver letto abbastanza in merito; sembra che questi consista nell'utilizzare da subito il pallone, anche nei primissimi giorni di preparazione, anzichè svolgere sedute a secco. Le sue parole riportate dicono che non si può pensare di allenare un giocoliere senza palline o clavette, quindi perchè privare il calciatore del pallone? Sotto certi punti di vista, ha pienamente ragione. Io sono della scuola di pensiero che non si può far fare giri di campo interminabili, rompendosi letteralmente le p..., ma è giusto fare la stessa cosa, aggiungendo il pallone, o comunque, mettendoci un po' di fantasia, perchè chi dovrà eseguire, lo farà con più entusiasmo. Poi, il mio ex allenatore, ha sempre rimarcato il fatto che chi corre senza palla corre più veloce, quindi se ti alleni col pallone ai piedi, sicuramente alleni anche il rapporto corsa/corsa col pallone. Nell'ambiente femminile, si è portati a eseguire gli allenamenti in questo modo, perchè non essendoci molto tempo a disposizione, si cerca di concentrare il tutto. Ho letto anche che tende a far lavorare meno in palestra, sempre a vantaggio del lavoro sul campo; il potenziamento in palestra, è giusto che ci sia, visto il calcio estremamente atletico di questi anni, ma non l'esagerazione: per me va bene una lieve correzzione strutturale, ed un rinforzo generale, ma non oltre. Poi se il tempo è a favore del lavoro in campo, come gioco eclettico, ben venga. Mi auguro che il signor Ranieri dia inizio ad una nuova metodologia, anche se di per se è la "scoperta dell'acqua calda", ma almeno ha avuto il coraggio di provare a cambiare qualcosa, e forse se anche i giocatori si divertono a fare il loro lavoro, magari ne guadagna anche chi li va a vedere.

















