Vogliate perdonare le mie parole un po' sconnesse di oggi, ma si sa, ogni qualvolta faccio nottate lavorative, si finisce così, che poi, malaccio non sono, fra battute e risate, di un negozio privo di clienti e dall'aria così poco ufficiale. I calcoli abbondano, e la matematica è nel suo splendore, proprio quando conti un bancale di latte a lunga conservazione: 8 confezioni in un piano per 6 piani per 14 pezzi per scatola... la mente viaggia meglio che con la settimana enigmistica, ed è sveglia, sveglia, sempre più sveglia. Alla fine anche scrivere 2 su quel maledettissimo fogliettino adesivo, ti sembra troppo, e la tua mente sta attaccandosi all'ultimo pallottoliere rimasto disponibile a quell'ora. Tutto finisce, diceva quello... e così anche tu riesci a prendere la strada di casa, dove c'è lei che ti aspetta sul divano, un po' sonnecchiante e che ti dice: <Amore... ti fanno fare sempre tardi!> E così, memore che l'indomani è un'altro giorno, non fai in tempo a dire si, che già ti ritrovi nel letto, perchè l'orizzontale diventa un obbligo. Quella povera donna ti ha seguito, con i tempi suoi, e sta li ad ascoltare i tuoi racconti adrenalinici, e tu non ti rendi conto che lei ti sta ascoltando con mezzo orecchio acceso, e l'altro che ascolta chi le dice <devi dormire!> e la sta pure convincendo. Tu continui e forse finisci solo perchè non hai null'altro da dire, e solo a quel punto pensi che è meglio spegnere la luce. In una frazione di secondo vorresti che facendo quel gesto, si spegnesse anche il cervello, portandoti al riposo più dolce, ma l'adrenalina è ancora li in circolo, fra i 756 wurstel di pollo e le 122 scatole di tortellini di carne, e questa t'impedisce di dormire. Cerchi fra la mente quella storia che tanto aveva funzionato quella volta, e solo dopo un bel po' la trovi, che ti porta su quella nuvola, che malleandola un po', hai pure assestato sotto la testa: si, ora si dorme. Ma dopo un tempo relativamente breve, senti un ronzio e pensi: che sia una zanzara? No! Quella non viene da me, ma da Lu... una mosca? No! Mi sa che fa troppo freddo... Che sia quella zoccola? Impossibile che abbia sostituito le scarpe con un congegno elettrico... LA SVEGLIA! CAZZO! Non è possibile... mi sono appena addormentata! E così ti precipiti fuori dal letto, con una gamba che non ci sta a svegliarsi, e fra un po' ti fa prendere una facciata per terra, e la mano che, insensibile, la sbatti anche in faccia, nell'intento di spostarti i capelli dal viso. E poi Lu mi dice che la sveglio al mattino che faccio casino... come potrebbe essere al contrario. Ti proietti fuori e in un battibaleno ti trovi ancora li, come gli zombie di a volte ritornano, e introduci la tua faccia da cane da caccia nel reparto dove trovi subito uno di quei superiori che ti dice: ma non mi dirai mica che hai sonno? Con fare serio e compito sostieni che è umana convinzione che per recuperare ci vogliano almeno 7 ore, e da una timbratura di badge all'altra, ne siano passate solo 6... <Ma come!> risponde <ogni tanto si può anche transigere...>. A quel punto l'umana sopravvivenza lavorativa ha la meglio sulla sana ragione, e giri i tacchi di quelle insulse scarpe pesanti un chilo l'una, e te ne vai verso altre zone, non facendo a meno però di pensare <Ma vaff...>

















